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Come Suonare il Pianoforte: la Tecnica del Salto

di Francesco Di Santo

Suonare il pianoforte è alla portata di tutti, ma se si studia scorrettamente il fallimento è assicurato. In queste mie lezioni di pianoforte puoi apprendere i migliori “trucchi” puoi diventare un vero e proprio fuoriclasse, e oggi cercheremo di capire meglio come imparare la “tecnica del salto“.

Il brano che suono nel video si intitola Enduring Movement: esso fa parte della colonna sonora dello splendido film diretto da Giuseppe Tornatore La leggenda del Pianista sull’Oceano del 1998.

Più precisamente, il pezzo è inserito nella celebre scena del “duello”, dove il mitico Jelly Roll Morton (l’inventore del jazz) sfida Danny Boodman T.D. Lemon Novecento in una gara pianistica all’ultimo tasto, perdendo infine miseramente grazie all’esecuzione di Enduring Movement fatta proprio da Novecento ai limiti delle possibilità umane… Epica la camminata dello sconfitto con la cenere pendente da una sigaretta in bilico su labbra incredule e sullo sfondo di una folla osannante il vincitore.

Come puoi notare, questo brano è un vero e proprio tornado fatto di note veloci, scale cromatiche, ottave prorompenti, accenti picchiati, accordi succulenti e… spettacolari salti.

Già, i salti: che spauracchio per noi pianisti!

E certo, perché i salti possono impegnare, stancare e buttar giù di morale i pianisti più inesperti perché, effettivamente, la tecnica dei salti è tra le più difficili e spettacolari che un pianista possa mai tirar fuori dalla magia del suo cilindro.

Ora ti aiuterò a capire, con pochi e semplici esempi pratici, come evitare gli errori più comuni e come superare le difficoltà nel mentre cerchi di studiare ed eseguire un passaggio di salti.

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Innanzitutto, che cos’è il salto?

Il salto è un passaggio pianistico a mano aperta; viene detto così perché oltrepassa i confini della tecnica di base sulle cinque dita. Ogni salto prevede l’esecuzione di due o più note poste a una distanza intervallare piuttosto ampia, ragion per cui la mano è costretta a saltare da un punto all’altro della tastiera. I salti possono riguardare note singole, bicordi, ottave, accordi e addirittura interi clusters.È facile capire come sia difficile abbassare i tasti giusti partendo da un punto lontano della tastiera, anche perché lo spostamento dell’arto deve avvenire rapidamente; ciò è vero soprattutto per i brani particolarmente incalzanti.

Altra problematica tipica di un passaggio di salti è la tendenza a irrigidire eccessivamente il braccio e la mano; difatti i pianisti più inesperti cadono facilmente in questa trappola nel tentativo estremo di ottenere maggior controllo dei tasti nei vari cambi di posizione.

Come suonare il pianoforte: metodo step by step per studiare rapidamente e in modo efficace un passaggio di salti

La prima cosa da fare è analizzare i salti del brano che si sta studiando.

Scarica subito lo spartito pianoforte di Enduring Movement, in quanto questo pezzo lo prendiamo come esempio per spiegare lo studio dei salti. Gli spartiti in PDF li trovi, come sempre, in Spartiti per Pianoforte Gratis nel nostro sito.

Nel caso tu fossi alle prime armi con lo strumento, potresti trovare interessante questa sezione del sito, giacché hai l’opportunità di scaricare anche spartiti per iniziare a suonare il pianoforte.

Enduring Movement è un brano in stile ragtime, in quanto a un disegno virtuosistico con accenti in sincopi eseguito dalla mano destra si contrappone un ritmo costante prodotto dalla mano sinistra nel tipico andamento di boom-chick, dove sul tempo forte della battuta si imita il colpo di cassa e su quello debole si produce l’effetto del colpo di rullo (tun-cha, tun-cha, tun-cha, ecc.). In verità anche la tecnica per la mano sinistra detta stride piano rievoca l’andamento di marcia tipico delle prime musiche degli albori del jazz.

C’è da dire che questa tipologia di accompagnamento pianistico la possiamo trovare anche in altri generi, ad esempio nel boogie-woogie. Difatti molti boogie sono composti da semplici disegni di basso consistenti di sole quattro note del valore di un quarto per misura dove si susseguono bicordi di quinte o accordi.

In questo tutorial mi servirò, a titolo di esempio, delle prime battute dell’accompagnamento della mano sinistra di Enduring Movement. A dire il vero, questo brano presenta molte altre difficoltà, come i passaggi cromatici rapidi e stretti a mano chiusa della mano destra.

In questa lezione andiamo ad affrontare esclusivamente lo studio dei salti in bicordi della mano sinistra: tratterò la tecnica delle quartine veloci in altre lezioni di pianoforte. In ogni caso, tutto ciò di cui parleremo a proposito dei salti di bicordi vale, grosso modo, anche per gli altri generi di salti.

Dunque, supponiamo che il pianista faccia fatica a suonare un passaggio del genere:Il primo problema che devono affrontare i pianisti di livello base (ma anche alcuni di livello medio), nel mentre cercano di eseguire un insieme di salti semplici come quelli in esempio, è proprio quello dell’irrigidimento del braccio. Ciò accade perché, se non riesci a educare la mano in modo razionale, inesorabilmente farai fatica a eseguire in modo comodo e pulito un insieme di salti.

Per superare la rigidità è di fondamentale importanza che il pianista sfrutti la rotazione della mano. Difatti il movimento di rotazione ha un’importanza fondamentale nella tecnica pianistica: esso consiste nel disegnare in aria una sorta di arco a semicerchio nel mentre si eseguono note poste tra loro a una distanza intervallare piuttosto ampia; è un movimento che coinvolge tutto l’arto, dalla mano al gomito.

In fase di studio è utile esagerare la rotazione suonando lentamente. Questo serve per prendere coscienza del movimento di rotazione, così da ridurre progressivamente il gesto nel momento in cui si aumenta a poco a poco la velocità di esecuzione. Ovviamente tale azione non dovrà risultare forzata e artificiosa, ma naturale, altrimenti la bontà della sua utilità ne verrebbe compromessa. È di fondamentale importanza sciogliere il più possibile le articolazioni.

Se vuoi saperne di più sui molteplici movimenti che concorrono al gioco pianistico, vai all’articolo del Maestro Tiziano Poli per approfondire le articolazioni.

Detto questo, un’altra cosa fondamentale è stabilire una corretta diteggiatura.

Come regola generale, nel diteggiare i salti bisogna evitare di usare il quinto dito della mano destra sulle note più gravi del salto; viceversa, per la sinistra, è da evitarsi il quinto dito sulle note più acute. Difatti, se si tenesse occupato il quinto dito prima di compiere un movimento di rotazione che vada verso la direzione del mignolo stesso, la mano non avrebbe lo slancio sufficiente per compiere il salto in modo elastico e naturale.

Per capire meglio questo concetto, dai un’occhiata a quest’esempio per la mano destra:Come puoi vedere, nella battuta di sinistra il quinto dito è posto al Sol del bicordo più grave; messa in questa condizione la mano viene inibita al movimento di rotazione verso il bicordo più acuto. Per questo motivo, al fine di preparare meglio lo slancio per il salto, nella battuta di destra si propone una diteggiatura in cui, invece del quinto, si adotta il terzo dito sul Sol.

Bene, fatte queste premesse generali, se vuoi scoprire i trucchi per divorare sfilze di salti suonandoli senza fatica, seguimi in questo viaggio dove percorreremo questi cinque semplici step!

Step 1: guarda in anticipo i tasti da suonare

Premessa: ogni qualsivoglia salto è composto sempre da due elementi, ovvero la nota (o le note) di partenza e la nota (o le note) di destinazione. Nel caso in esame, il primo elemento è rappresentato dal primo bicordo (Do-Sol), mentre il secondo elemento coincide col secondo bicordo (Mi-Si♭). Ed è proprio sul secondo elemento che la mano va ad attraccare pronta per compiere un nuovo slancio.Il modo migliore per iniziare a studiare tutti quei passaggi che ci costringono a spostare la mano rapidamente, è quello di anticipare con lo sguardo il tasto (o i tasti) da suonare, ovvero i tasti di destinazione che la mano deve raggiungere grazie al salto.

Ciò è possibile mediante un movimento saccadico di preparazione: nel mentre che la mano attacca il primo elemento (melodico o armonico che sia), il pianista deve individuare visivamente i tasti appartenenti al secondo elemento, ossia quelli da abbassarsi subito dopo il primo. Questo movimento visivo di preparazione va fatto prima di compiere il salto vero e proprio.


Per acquisire meglio quest’abilità è utile esercitarsi nel seguente modo:

  1. Suona il primo elemento e, nel contempo, posa lo sguardo sui tasti del secondo elemento.
  2. Esegui il salto sino ad arrivare a suonare i tasti di destinazione utilizzando la diteggiatura corretta.
  3. Ripeti il procedimento per tutti i restanti salti anticipando sempre con lo sguardo i tasti del nuovo salto.

Ricorda di aumentare gradatamente la velocità di esecuzione di quest’esercizio sino ad arrivare al tempo agogico desiderato.

Step 2: poggia le dita sui tasti corretti senza suonare

Suona il primo elemento, dopodiché raggiungi rapidamente i tasti di destinazione senza però suonarli. Questo esercizio rafforza il processo di preparazione delle note del salto, con l’ulteriore vantaggio che le dita non sono impegnante nel compiere una contrazione prensile per abbassare i tasti.

Step 3: suona singolarmente le note del salto

Per i passaggi armonici è consigliabile suonare prima le note più gravi e poi quelle più acute del salto, badando bene di utilizzare, per quelle note, le medesime diteggiature stabilite per la forma originale del passaggio di salti. Per ottenere ciò è necessario scomporre le note che compongono gli accordi e i bicordi.

Ti ricordo che la strategia della “scomposizione” è una pratica utilizzata anche per lo studio di altre tecniche pianistiche, ad esempio per le ottave, come ho già spiegato in una delle mie lezioni di pianoforte.

Step 4: raddoppia l’esecuzione delle note del salto

In caso di più salti susseguentesi, raddoppiare prima l’esecuzione dei tasti più acuti e poi quelli più gravi del salto, possibilmente anticipando ritmicamente le prime note della ripetizione.

Step 5: studia nella forma originale il passaggio di salti aumentando gradatamente la velocità

In quest’ultima fase è importante studiare il passaggio di salti partendo da un tempo ragionevolmente comodo e lento sino a raggiungere la velocità agogica desiderata.

Conclusioni

Per suonare il pianoforte è di fondamentale importanza allenare lo sguardo prima di ogni altra cosa. Difatti l’occhio ci farà da guida sicura fino a quando non si sarà in grado di automatizzare il gesto da compiere. A quel punto, raggiunto un sufficiente livello di automatismo, sarà l’intelligenza tattile a farci da guida: giunto a tale livello di cognizione il pianista è in grado non solo di toccare i tasti senza guardarli, ma anche di verificare che siano quelli giusti da abbassare, e tutto questo in una frazione di secondo.

L’effetto che si otterrà sarà quello di non guardare più le mani sulla tastiera nel mentre che si suona, perché si saranno memorizzati i movimenti da porre in atto. Ebbene sì: l’essere umano è in grado di vedere non solo con gli occhi, ma anche con la mente…

Bene, anche questa puntata delle nostre lezioni per imparare a suonare il pianoforte da autodidatta è terminata; se ti è piaciuta condividi e metti “Mi piace“. In tal modo puoi aiutare i tuoi amici pianisti a risolvere questo problema utilizzando le tecniche spiegate. Inoltre iscriviti al nostro Canale YouTube per avere le tue lezioni di pianoforte online sempre a portata di “click” o di “tap“!

Per finire ti voglio citare un aforisma del grande Fryderyk Chopin:

“Il tempo è ancora il miglior critico e la pazienza il miglior maestro.”

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FRANCESCO DI SANTO

Sono pianista dal 1998, laureato con 110 e lode al Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento e abilitato all’insegnamento con concorso pubblico. Dall’età di vent’anni ho cominciato a diffondere il dono della musica agli studenti di tutta Italia, e da allora insegno pianoforte a tempo pieno.

La mia vita sono gli allievi: bambini, adolescenti o adulti che siano, aiuto tutti coloro che vogliono realizzare se stessi per diventare ciò che desiderano attraverso questo fantastico strumento, il pianoforte.

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